anto Francesco, volendo aumiliare frate Masseo, acciò
che per molti doni e grazie che Iddio gli dava non si levasse
in vanagloria, ma per virtù della umiltà crescesse
con essi di virtù in virtù; una volta ch’egli
dimorava in luogo solitario con que’primi suoi compagni
veramente santi, de’ quali era il detto frate Masseo,
disse un dì a frate Masseo dinanzi a tutti i compagni:
«O frate Masseo, tutti questi tuoi compagni hanno la
grazia della contemplazione e della orazione; ma tu hai la
grazia della predicazione della parola di Dio a soddisfare
al popolo. E però io voglio, acciò che costoro
possano intendere alla contemplazione, che tu faccia l’ufficio
della porta e della limosina e della cucina; e quando gli
altri frati mangeranno, e tu mangerai fuori della porta del
luogo, sicché a quelli che verranno al luogo, innanzi
che picchino, tu soddisfaccia loro di qualche buone parole
di Dio, sicché non bisogni niuno andare fuori allora
altri che tu. E questo fa per lo merito di santa obbidienza».
Allora frate Masseo si trasse il cappuccio e inchinò
il capo, e umilemente ricevette e perseguitò questa
obbedienza per più dì, facendo l’ufficio
della porta, della limosina e della cucina.
Di che li compagni, come uomini alluminati da Dio, cominciarono
a sentire ne’ cuori loro grande rimordimento, considerando
che frate Masseo era uomo di grande perfezione com’eglino
o più, e a lui era posto tutto il peso del luogo e
non a loro. Per la qual cosa eglino si mossono tutti di uno
volere, e andorono a pregare il padre santo che gli piacesse
distribuire tra loro quelli uffici, imperò che le loro
coscienze per nessuno modo poteano sostenere che frate Masseo
portasse tante fatiche. Udendo cotesto, santo Francesco sì
credette a’ loro consigli e acconsentì alle loro
volontà. E chiamato frate Masseo, sì gli disse:
«Frate Masseo, li tuoi compagni vogliono fare parte
degli uffici ch’io t’ho dati; e però io
voglio che li detti uffici si dovidano». Dice frate
Masseo con grande umiltà e pazienza: «Padre,
ciò che m’imponi, o di tutto o di parte, io il
reputo fatto da Dio tutto». Allora santo Francesco,
vedendo la carità di coloro e la umiltà di frate
Masseo, fece loro una predica maravigliosa e grande della
santissima umiltà, ammaestrandoli che quanto maggiori
doni e grazie ci dà Iddio, tanto noi dobbiamo esser
più umili; imperò che sanza l’umiltà
nessuna virtù è accettabile a Dio. E fatta la
predica, distribuì gli uffici con grandissima carita.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.